Fuga dalla libertà
Domenica pomeriggio dedicata alla lettura intensa di un saggio, completato affannosamente per la voglia di catturare ogni sottigliezza dello scrivere di Fromm nel “Fuga dalla libertà”.
Bè direi tanti gli spunti riflessivi, che tengo molto a segnare.
- Fuga dalla libertà, innanzitutto, cosa significa? L’uomo tende a ricercare la libertà, nel tempo e nella storia, si sono seguite varie vicende in cui ogni diritto acquisito era un passo in più verso la libertà. Ma questa libertà acquisita, come accade nella vita dell’uomo da quando è nato ad adulto, porta inevitabilmente al trovarsi davanti a se stessi in uno stato ansioso dal quale si vuole fuggire perchè ci si sente soli. In questo modo si finisce con il ricercare un modo per sottomettersi di nuovo a legami non solo amorosi, che portano a eliminare la libertà personale, a creare vincoli dai quali nuovamente si vorrà fuggire. Dunque la ricerca della libertà è intesa come un circolo vizioso dal quale stranamente l’uomo moderno incappa. Nel libro il tema è presente visto sotto vari punti di vista, a partire da quello storico, a quello sociale, psicologico, umano con esempi di vita molto concreti.
“La perdita dell’io, la sua sostituzione con uno pseudoio, lascia l’individuo in un profondo stato di insicurezza.E’ ossesionato dal dubbio, poichè, essendo in sostanza un riflesso di ciò che altri si attendono da lui, in una certa misura ha perduto la sua identità. Per vincere il panico derivante da questa perdita di identità, è costretto a conformarsi, e cercare la propria identità nella continua approvazione e nel continuo riconoscimento da parte degli altri. Dato che lui non sa chi è, per lo meno gli altri lo sapranno, se agisce secondo le loro pretese; se lo sanno lo saprà anche lui, solo che creda loro sulla parola.”
-E’ proprio la storia il perno principale attraverso il quale emerge un’analisi e una critica a vari aspetti preponderanti della nostra civiltà, come le religioni, vedi il protestantesimo e il calvinismo, e le ideologie come quelle del nazionalsocialismo e del fascismo. Lette sotto chiave sociologica e psicologica si traggono le cause direi nascoste che hanno spinto questi movimenti, come tanti altri, collegando e dando un susseguirsi alle vicende.
-Dal nazionalsocialismo in particolar modo si descrive quell’aspetto patologico dell’uomo, il sado-masochismo, che è connaturato in ognuno, ma che in diverse vie si realizza. Innanzitutto il sadico, a causa della necessità della continua approvazione, per esistere ha bisogno del masochista, e non può vivere senza. Tutta la descrizione dell’estremo stato dell’uomo viene esaminato sia al livello dell’uomo che può avere esempi nella vita quotidiana, quasi di un uomo normale apparentemente,- e qui si fa una lunga parafrasi dell’uomo che si dica normale o no, davvero molto interessante- fino ad arrivare al fatto che uomini come Hitler, che hanno avuto la capacità di saper trascinare la gente con la loro ideologia, e con essa la volontà di potenza, facendo credere che la sua fosse l’unica ad esistere, oltre che discutere di molti dei casi patologici che Fromm stesso ha seguito da psicoterapeuta. Inoltre il sado- masochismo è visto non solo come aspetto mentale, ma nel corrispettivo sessuale, ebbenesì caratterizzando in questo modo l’uomo come costituito dai bisogni primari tra i quali, oltre alla sete, o la fame e il sonno, c’è anche il sesso.
-Tra i punti inoltre cruciali di tutta l’argomentazione del saggio, c’è la fondamentale relazione in cui l’uomo si pone, e la massima in cui esso si realizza: “io penso, io sento, io sono” . Quello che si pensa molto spesso, nonostante siamo sicuri che sia quello che davvero pensiamo, non è proprio così, perchè è dato da circostanze esterne che ci hanno portato a certe riflessioni. Ma da quello che si pensa scaturisce il sentire, e questo implica che anche le sensazioni sono fuorviate dunque non vere, fino ad arrivare a essere convinti di se stessi come un tipo di persona, ma tutto ciò potrebbe essere diverso se solo non fosse così facile essere condizionati dagli eventi esterni.
-La razionalizzazione dell’irrazionalizzazione, proprio nata dal condizionamento dell’uomo nella società in cui è presente, facendo si che quello che dell’uomo dovrebbe essere irrazionale, viene così razionalizzato che perde di veridicità, perde di autenticità che invece dovrebbe essere conservata.
- La psicologia nel suo divenire come scienza ha posto le sue scoperte al servizio di tutti, ed è per questo che i successori di Freud criticano la sua filosofia, gratificando le sue ricerche ma dando un contributo maggiore, quale quello che vede l’uomo connaturato nella società e che da essa sarà sempre legato in ogni scelta, in ogni suo modo di esprimere le sue caratteristiche, studio proprio della psiche umana.
-”La trasformazione dell’individuo in automa nella società modena ha accresciuto il senso di impotenza e di insicurezza dell’uomo medio. Perciò questi è pronto a ottomettersi a nuove autorità , che gli offrono sicurezza e liberazione dal dubbio.”
- Come è giusto che sia, il confronto dell’uomo con la storia, e la sua dinamicità ha portato a uno stato in cui esista la democrazia, prova della quale vi è una continua ricerca della libertà. Questa viene analizzata come una conquista, ma che ha all’interno i grandi problemi che costano il prezzo della libertà.
Tanti altri sono gli spunti di riflessioni non meno importanti da quelli da me citati, infatti è spettacolare l’immensità di esempi e punti in cui l’uomo si confronta, come la storia che l’uomo stesso fa. La dinamicità dell’uomo lo rende unico e viene svelato infine il “trucco” attraverso il quale si raggiunge la libertà. E’ istintivo descrivere la conclusione, ma è allo stesso tempo interessante quanto meno lasciare chi legge con la curiosità di sapere quale è la verità attraverso la quale si scopra quale sia la libertà.